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Fabio Gava .itVice Presidente Regione Veneto

Fabio Gava - Vice Presidente Regione Veneto


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Nella foto Fabio Gava

 

 

17.05.2012

Dichiarazione di voto in Aula riguardo il ddl commissioni bancarie

Signor Presidente, onorevoli colleghi, i Liberali per l'Italia hanno ieri votato la fiducia, ma oggi si asterranno sul voto finale del provvedimento. Le ragioni della nostra astensione non stanno tanto nel merito in sé del provvedimento, che ha ovviamente delle giustificazioni, quanto per ragioni politiche più generali e di contesto che, dato il poco tempo, sintetizzo sotto tre profili.
Innanzitutto, nel merito, la scelta ad esempio di andare verso la riduzione dell'utilizzo del contante effettuata dal Governo, che ha costretto molti pensionati ad aprire un conto corrente, avrebbe dovuto determinare la decisione di agevolare almeno in parte, in questa fase di crisi economica, chi è stato obbligato ad uno sforzo burocratico e pratico in più nell'interesse generale del Paese.

In secondo luogo, appare evidente la necessità di non separare ulteriormente la società italiana fra chi è costretto a notevoli sacrifici e chi, a torto o a ragione, viene individuato dall'opinione pubblica come portatore di privilegi. In quest'ottica non si comprende, ad esempio, la regione dell'esenzione dall'IMU concessa alle fondazioni bancarie.

Come terzo profilo e più in generale, riteniamo che ci sia da recuperare un rapporto tra cittadini e Stato, tra contribuenti e Stato, in cui anche la vicenda delle commissioni bancarie di cui oggi discutiamo ha un significato. Questo rapporto va recuperato soprattutto con la capacità da parte dello Stato di saper distinguere tra chi è onesto, ma in momentanea difficoltà, e chi invece non rispetta le regole.

Dobbiamo recuperare assolutamente questo rapporto, è un aspetto fondamentale quanto quello della crescita e dello sviluppo, anche per tutte le vicende che sono avvenute di recente.

Il nostro voto di astensione di oggi intende sottolineare quindi tutti questi aspetti, non solo le criticità del provvedimento in esame

Fabio Gava

 

 

 

20 Aprile 2012

I liberali per l'Italia guardano con molto interesse alla iniziativa di Beppe Pisanu con i senatori di area Pdl.


" E' un percorso che abbiamo cominciato già da qualche mese, inizialmente in pochi, convinti della necessita' di cambiamento nella politica italiana,"- hanno dichiarato Gava, Antonione, Mistrello Destro, Sardelli e Santori- " e conseguentemente apprezziamo l'iniziativa di Pisanu e ci auguriamo che anche alla Camera altri colleghi si muovano in questa direzione.

" E' un percorso che abbiamo cominciato già da qualche mese, inizialmente in pochi, convinti della necessita' di cambiamento nella politica italiana,"- hanno dichiarato Gava, Antonione, Mistrello Destro, Sardelli e Santori- " e conseguentemente apprezziamo l'iniziativa di Pisanu e ci auguriamo che anche alla Camera altri colleghi si muovano in questa direzione.

Riuscire ad andare oltre il pdl e ad andare oltre il terzo polo, come ha proposto l'on. Casini, può rappresentare una grande novità nel panorama politico italiano a condizione che l'operazione non si traduca solamente in un cambio di simbolo e di nome, ma sia l'occasione per far nascere un altra politica che sappia coinvolgere non solo il palazzo ma anche la società italiana.

Una politica che finalmente costruisca un nuovo rapporto con i cittadini più trasparente, più responsabile, più maturo, condizione questa fondamentale per affrontare il grande cambiamento in atto nel mondo e le difficili riforme di cui il paese ha bisogno."

 

 

19 Aprile 2012 

 

LA MIA PROPOSTA DI LEGGE che ho presentato alla Camera Giovedì 19 Aprile riguardo: il finaziamento pubblico dei partiti e dei movimenti politici 

 

 

22 Marzo 2012

 

DICHIARAZIONE DI VOTO SUL D.L. LIBERALIZZAZIONI

Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, la nostra componente Liberali per l'Italia ha votato ieri la fiducia ed oggi voterà il provvedimento di legge. La questione delle liberalizzazioni è un tema delicato in cui gli interessi specifici sono molto forti, ma è anche un tema che - insieme a quello passato relativo alla riforma delle pensioni e a quello futuro della riforma sul mercato del lavoro - ha anche una forte valenza mediatica e di grande interesse per gli investitori internazionali.
È uno di quei casi, insomma, in cui il tema generale diviene pregnante anche rispetto alle singole specifiche decisioni.

Noi crediamo convintamente in una società più aperta in cui tutti abbiano le stesse opportunità e gli stessi obiettivi e in cui il merito dei singoli sia la vera stella polare. Pensiamo che le nuove generazioni non temano una società più competitiva, ma desiderino una competizione sana e aperta senza tutele inique o irragionevoli.
Di converso pensiamo anche che una società più protezionistica non possa offrire occasioni di maggiore sviluppo e crescita. Una società protezionistica sarà sicuramente una società più povera. Quando si cerca di riformare si incontrano sempre molte difficoltà sia per gli ostacoli esterni di resistenza ai cambiamenti sia per il condizionamento che spesso la politica riceve quando si tratta di approvare riforme che vanno a modificare situazioni consolidate.

Non è certo possibile in tre minuti entrare nel merito degli aspetti più interessanti del provvedimento. Mi limiterò, quindi, a ricordarne alcuni, a partire dall'articolo 15 relativo alla separazione proprietaria tra imprese di produzione e vendita di gas e proprietà delle strutture per lo stoccaggio e il trasporto dello stesso.
A questo riguardo, avremmo preferito che analoga decisione fosse assunta anche per il sistema ferroviario, differenziando tra i gestori del trasporto e le proprietà delle infrastrutture ma ci auguriamo che, quanto prima, la questione possa essere risolta così come, del resto, previsto dalla istituenda, nuova, Autorità.

Apprezziamo l'intervento semplificatore sulla libera attività di impresa previsto dagli articoli 1 e seguenti, ma nutriamo qualche dubbio sulla effettiva utilità del cosiddetto tribunale delle imprese che pensiamo possa non essere in grado di svolgere, in modo efficiente, il proprio lavoro in assenza di una più vasta riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Come si può, infatti, immaginare che una sola sezione specializzata possa adeguatamente trattare il contenzioso in questa materia per un'intera regione, soprattutto quando si tratta di regioni grandi e con la presenza di molte imprese?

Mi avvio a concludere, signor Presidente; tuttavia, anche considerando i cambiamenti che potranno essere adottati in futuro, pensiamo che gli aspetti prevalenti in questo provvedimento siano, comunque, ampiamente positivi e quindi confermiamo il nostro voto favorevole al provvedimento di legge.

Fabio Gava

 

 

 

13 Marzo 2012

 

DICHIARAZIONE DI VOTO SU D.L. SEMPLIFICAZIONI

Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghi, il provvedimento che è in approvazione rappresenta un sensibile passo in avanti sul tema delle semplificazioni.

Noi certamente avremmo voluto di più, anche se ci rendiamo conto delle difficoltà che sempre si incontrano quando si cerca di riformare, sia per gli ostacoli esterni di resistenza ai cambiamenti, sia per gli ostacoli interni, tutti tipicamente italici, che tendono a regolamentare ogni aspetto del rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Il nostro voto sarà comunque favorevole, così come abbiamo votato favorevolmente sulla questione di fiducia la scorsa settimana, anche se riteniamo che occorra proseguire su questa strada, magari con testi unici che rendano semplice e trasparente il rapporto tra lo Stato e i cittadini.

Sono state abrogate molte disposizioni di legge, circa 297 tra singoli articoli ed interi testi, proseguendo così con la semplificazione che già era stata avviata dal precedente Governo, che aveva abrogato molte norme ormai inutili. Si prosegue, inoltre, con la digitalizzazione della pubblica amministrazione, anche questa già avviata dal precedente Governo.
Tra l'altro, è stato stabilito un principio fondamentale, relativo alla disciplina dei controlli, che deve, appunto, uniformarsi ai criteri della semplicità e della proporzionalità dei suddetti controlli e dei relativi adempimenti burocratici e alla effettiva tutela del rischio, valorizzando contemporaneamente i sistemi di certificazione oggi esistenti.

Riteniamo che uno Stato civile e democratico sempre più debba basarsi, nel rapporto con i cittadini, sulla responsabilità di questi ultimi, e sempre meno sulla costruzione di iter burocratici perlopiù solo formali, dove spesso possono annidarsi episodi di illegalità, di illiceità o anche di corruzione. La strada delle riforme è lunga e difficile. I

n poco più di cento giorni il vostro Governo, il Governo Monti, ha già fatto molto, ma molto c'è ancora da fare. Occorre proseguire con le riforme, per favorire lo sviluppo stante la perdurante grave crisi economica.

Occorre proseguire con la credibilità che ha contraddistinto l'azione di Governo di questi mesi e che rappresenta la discriminante principale per il nostro voto favorevole.

 

Fabio Gava

 

 

 

14 Febbraio 2012 

 

Olimpiadi: Gava, Coni doveva avere coraggio di scegliere progetto Venezia 2020 - nessun investimento pubblico straordinario e stanziamenti da privati

 

“Se il CONI avesse avuto il coraggio di scegliere il più innovativo progetto veneziano, l'Italia non si sarebbe trovata in questa situazione. La candidatura di Venezia non prevedeva, infatti, investimenti pubblici salvo quelli già programmati per le aree eventualmente interessate dal progetto olimpico”.

Con riferimento alla decisione odierna del Governo di non firmare le garanzie per la candidatura di Roma ai giochi Olimpici del 2020, Fabio Gava (Liberali per l'Italia), già responsabile dei rapporti istituzionali del Comitato promotore di Venezia 2020, ha così commentato così la notizia.

“Gli interventi – sottolinea l'onorevole – sarebbero stati per la prima volta concessi a livello privato, in modo tale da garantire la certezza dei costi senza alcun ulteriore aggravio. Alla luce della decisione odierna dispiace, anzi, ancora di più che il Comitato Olimpico Nazionale Italiano non abbia avuto il coraggio di scegliere l'innovazione e di optare per il tradizionale
progetto olimpico romano”, ha concluso Gava.

 

 

 

18 Gennaio 2012

 

Qui di seguito vi riporto la mia Proposta di Legge
 

Disposizioni concernenti il pagamento dei debiti delle Amministrazioni dello Stato, Agenzie, Enti pubblici e Società a totale o prevalente partecipazione pubblica.

                                                                       ***

Onorevoli Colleghi! Con la presente Proposta di Legge si intende risolvere il grave problema di molte aziende che vantano crediti nei confronti dello Stato, delle Agenzie statali, degli Enti territoriali, delle Aziende e delle Società a totale o prevalente partecipazione di capitale pubblico.

Il cronico ritardo nei pagamenti di tutte le commesse pubbliche rappresenta un costo elevatissimo per le Imprese creditrici e, in un periodo di grave crisi come l’attuale, comporta il rischio concreto di fallimento con conseguente perdita di posti di lavoro come da molte parti viene segnalato.

Il provvedimento proposto costituirebbe, con il semplice compimento di un atto dovuto, (l’immediato pagamento dei debiti scaduti)  un significativo aiuto alle aziende che lavorano con le Pubbliche Amministrazioni, le quali non si sarebbero costrette a sostenere gli oneri connessi all’esposizione bancaria e rassicurerebbe quegli imprenditori e quei lavoratori che, di fronte ad un eventuale e probabile dissesto delle relative imprese, potrebbero vedere vanificati i propri sforzi e perdere la fonte di sussistenza.

L’Articolo 2 prevede che le Imprese o le Persone fisiche  possano compensare i propri crediti per far fronte ai pagamenti delle scadenze fiscali relative a qualsiasi tributo, dimostrando che quanto preteso sia certo liquido ed esigibile e che l’Amministrazione di riferimento abbia ricevuto la fattura e sia stata regolarmente messa in mora.

Il successivo articolo 3 prevede, in alternativa, di ottenere da parte degli Istituti di credito, finanziamenti corrispondenti alle partite creditorie. Il costo sarebbe limitato, perché. Automaticamente, finirebbe col porre in opera procedure più efficienti per accelerare la spesa pubblica. Nel caso di ricorso al sistema bancario, verrebbe posto, in capo ai soggetti debitori, un  tasso pari all’Euribor più lo 0.50% per il tempo necessario alla liquidazione di quanto dovuto.

Si tratta in sostanza di trasferire, come appare giusto, il costo per il ritardato pagamento dal creditore al debitore. Tuttavia si eviterebbe a carico della Pubblica Amministrazione l’aggravio di più costosi interessi moratori. Allo stesso tempo, in una fase di obiettiva restrizione creditizia si eviterebbe alle imprese di incorrere in situazioni di illiquidità e, quindi, di appesantire eccessivamente i propri bilanci e di esporsi al rischio di fallimento per esclusivo fatto e colpa dell’inerzia di soggetti pubblici o a prevalente capitale pubblico.             

Art. 1

Le Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, le Agenzie, gli Enti pubblici territoriali, le aziende e le società pubbliche o a prevalente capitale pubblico, o comunque di cui lo Stato o altri Enti territoriali abbiano il controllo, devono effettuare i pagamenti alle ditte fornitrici o appaltatrici o, comunque, a tutti coloro i quali abbiano con esse rapporti economici, entro 60 giorni dalla emissione della fattura, accompagnata dalla richiesta del relativo pagamento.

Art.2

Le imprese o le persone fisiche creditrici, trascorso il termine di cui all’art. 1, potranno dichiarare che intendono compensare le somme dovute con i versamenti fiscali, concernenti qualunque tributo e a qualsiasi titolo dovuti. L’Amministrazione finanziaria sarà obbligata ad accettare e quietanzare il pagamento delle somme, con la semplice dimostrazione del credito e dell’avvenuto decorso del termine di cui all’art.1.

Art.3

1- In alternativa , le imprese o le persone fisiche di cui all’art. 1, fornendo la documentazione di cui al precedente articolo, potranno utilizzare i propri crediti scaduti, purché certi liquidi e esigibili, comprensivi delle spese e degli interessi maturati fino alla data della cessione, per  ottenere dagli Istituti bancari operati nel territorio nazionale, le somme relative,secondo quanto previsto dal seguente art.4.

2-  A tale scopo le Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato rilasceranno entro lo stesso termine di cui all’art. 1 una certificazione del credito dovuto alle ditte fornitrici.

Art.4

1.      Dalla data della cessione e della corresponsione del relativo finanziamento competono all’istituto bancario gli interessi in misura pari al tasso Euribor a 6 mesi, aumentato dello 0,50 %

  

2.      Il pagamento degli interessi calcolati a norma del precedente comma è assistito dalla garanzia dello Stato e verrà corrisposto dall’Ente pubblico debitore.

 

 

On. Fabio Gava

 

On. Giustina Destro

 

On. Luciano Sardelli

 

 

 

 

16 Dicembre 2011

 

Qui di seguito vi riporto la mia dichiarazione di voto a nome del gruppo Parlamentare Pli riguardo la manovra economica del Governo Monti successivamente approvata.


 

Sig. Presidente, On.li membri del Governo,

La componente "I liberali per l'Italia-PLI" ha votato oggi la fiducia e voterà favorevolmente anche questo provvedimento.
Certo, come tutti gli italiani, avremmo preferito che questo decreto " salva Italia" non fosse stato necessario.
Certo, come molti italiani, lo avremmo magari immaginato differente in alcuni punti, meno velleitario (come ad esempio per le misure sulla nautica da diporto), più equo (come ad esempio per l'indicizzazione delle pensioni più basse).
Un discreto miglioramento del provvedimento e' pero' sicuramente avvenuto nelle commissioni soprattutto sotto il profilo dell'equità .

Del resto, il rapporto di reciproco ascolto tra Governo e Parlamento e' certamente un dato oggettivo che registriamo positivamente e per certi aspetti e' anche un fatto nuovo in questa legislatura.
Sempre nelle commissioni vi sono stati passi indietro, pero', sulle liberalizzazioni, che ci auguriamo possano essere riprese, come da lei annunciato, Presidente Monti, nel prossimo futuro. Su questo punto noi crediamo che non servano delle "bandierine" da alzare, ma riteniamo che liberalizzare significhi soprattutto incidere in modo significativo sulle tante burocrazie.

Anche su questo, così come per gli interventi che garantiscano tempi certi e brevi nei pagamenti alle imprese da parte della P. A., ci aspettiamo molto dal Governo in futuro.

Questo e' un provvedimento che serve certamente a far cassa, ma non può questo solo fatto determinarne un giudizio riduttivo. Dobbiamo chiederci, infatti, e gli italiani si devono chiedere quale sarebbe stata l'alternativa: il fallimento, l'uscita dall'euro sarebbero certo stati peggio di questa manovra , di qualsiasi altra manovra , ancora più dura e pesante, perché avrebbero comportato automaticamente un taglio percentualmente elevato dei risparmi degli italiani, così come lei, Presidente Monti, ha opportunamente sottolineato.

Ma c'e' una questione che ci preoccupa, e' una questione di fondo, sig. Presidente del Consiglio, ed e' la seguente : risulta evidente, infatti , che tutti gli sforzi e i sacrifici che noi possiamo fare potrebbero  non bastare perché e' necessario che al rigore voluto dall' Europa segua anche una politica economica europea degna di questo nome.

Dopo aver fatto approvare questa manovra, lei, sig. Presidente del Consiglio, avrà più forza in Europa per chiedere ed ottenere, almeno in larga parte, quei cambiamenti che risultano ormai agli occhi di tutti gli osservatori come improrogabilmente necessari, quantomeno nella c.d. eurozona, dall'autonomia della BCE alla urgente regolamentazione delle  agenzie di rating, dagli eurobond, almeno per il finanziamento degli investimenti, ad una vera e propria politica fiscale comune.

Il nostro voto, dunque, e' un voto favorevole nell'emergenza e per l'emergenza in cui ci troviamo, ma il rischio che una nuova manovra, a causa della recessione, si possa profilare per il futuro ci preoccupa. Dobbiamo quindi ridurre drasticamente le fonti di spesa, lo Stato deve essere più piccolo e più generoso nei confronti dei propri cittadini, perché il livello di tassazione e' ormai veramente troppo elevato.

A questo punto abbiamo una strada obbligata che e' quella della minor spesa. Sara' l'opera più difficile ma anche più importante. Dovranno essere fatti altri interventi strutturali, come quello fatto per le pensioni perché la spesa pubblica e'  un mostro mai sazio. Contemporaneamente dovrà essere sostenuto lo sviluppo e dovrà essere avviata una campagna in grande stile di dismissioni di patrimonio pubblico e di privatizzazioni.

Insomma, un po' più di Europa in Italia, di quella "buona", modernizzatrice ed innovativa, e un po' meno Stato, di quello burocratico, inefficiente e spendaccione. Questi obiettivi dovranno essere come due stelle polari da seguire in modo parallelo e deciso già dall'inizio del 2012. Solo così il voto favorevole di oggi avrà avuto un significato positivo.

 

Fabio Gava

 

 

13 Dicembre 2011

 

Ho presentato al Ministro dell'Interno un Interrogazione riguardo la Caserma dei Carabinieri di Conegliano

 

 

13 Dicembre 2011

 

Vi riporto il mio Ordine del Giorno presentato al Governo riguardo le Agenzie di rating

 

 

17 Novembre 2011

 

Governo: Gava (PLI), Monti operi con equilibrio ed equita'

- da parte nostra sostegno a nuovo esecutivo ma premier valuti bene ipotesi reinserimento Ici"Condividiamo l'impostazione del nuovo governo, soprattutto perché sono state presentate delle azioni chiare e possibili: si tratta di declinarle con equilibrio ed equità dato che, in un momento difficile come ora, è fondamentale poter contare su una solida base di consenso sociale, il quale si può ottenere tramite confronto e condivisione, ma anche con una cosciente ed uniforme assunzione di responsabilità".

A sostenerlo Fabio Gava, del gruppo dei Liberali per l'Italia, intervenendo oggi alla Camera dei Deputati annunciando l'appoggio al Governo Monti.

"A questo proposito - rimarca Gava - sento di dover sottolineare un aspetto fondamentale: credo sia opportuno approfondire ed analizzare attentamente la questione dell'Ici sulla prima casa, anche se inserita nel contesto della nuova tassazione comunale ad esempio differenziando chi sia proprietario della sola casa di abitazione. Inoltre ritengo che una tassazione patrimoniale sulle grandi proprietà, finalizzata soprattutto al riequilibrio fiscale, garantirebbe una maggiore equità".

"Da parte nostra - chiude Gava - c'è ampia disponibilità al lavoro che ci attende e il nostro appoggio è convinto".-

 

 

14 Novembre 2011

 

 

Incontro del gruppo Parlamentare dei Liberali presso Palazzo Giustiniani con il Sen.Monti, intervento dell'On.Antonione.

 

 

 

12 Novembre 2011

 

"Si chiama Popolari Liberali per l'Italia - Pli". E' il nuovo gruppo nato all'Interno del misto, ne fanno parte Fabio Gava, Roberto Antonione, Giancarlo Pittelli e Giustina Destro insieme a Luciano Sardelli . 

 

 

 

 

6 Novembre 2011

 

Elezioni anticipate o governo di emergenza nazionale.

Considero la scorciatoia delle elezioni anticipate come una fuga dalla responsabilità.

Dalla responsabilità della maggioranza che ha avuto il mandato di governare e che quindi ha il dovere di ricercare tutte le soluzioni politiche per continuare a farlo.

Dalla responsabilità dell'opposizione che, come non mai in questo momento, ha il dovere di uscire dagli slogans e dimostrare che e' in grado di suggerire proposte concrete e credibili che aiutino l'Italia ad uscire dalla crisi.

 

Limitarsi ad evocare un governo di responsabilità nazionale senza indicare, sia pure a grandi linee, un possibile programma non e' la strada più giusta per cercare di far fare qualche passo avanti alla situazione di stallo in cui si e' ficcata la politica italiana. Del resto, se le soluzioni per uscire dallo stallo si sono trovate in vario modo in Irlanda, Portogallo, Spagna e, da ultimo, in Grecia, si potranno pur trovare anche in Italia !

A questo scopo, credo che occorra invertire l'approccio fino ad ora utilizzato e cioè ritengo sia necessario prima individuare il canovaccio di un programma di emergenza di fine legislatura e poi l'eventuale assetto di governo che potrà realizzarlo.

Per cercare di dare un umile contributo in questa direzione posso provare ad inquadrare questo canovaccio.

 

Credo si debba partire, come base, e lo avevo già detto nei giorni scorsi, dalla lettera di impegni indirizzata alla UE dall'attuale governo, con alcune integrazioni e precisamente:

1) l'utilizzo della proposta "Ichino" per quanto riguarda le modifiche da apportare al mercato del lavoro;

2) La riforma delle pensioni di anzianità , introducendo ad esempio la cosiddetta quota 100 e innalzando il limite delle pensioni di vecchiaia a 67 anni (punto questo già concordato ma mancante nel maxiemendamento);

3) L'introduzione (eventualmente anche a termine) di una patrimoniale sui grandi patrimoni, il cui ricavato non dovrà essere utilizzato per ripianare il debito pubblico ( a questo si opera con la modifica del sistema pensionistico di cui sopra) ma esclusivamente per consentire la riduzione delle aliquote IRPEF per le fasce di reddito medio-basse e per la riduzione dell'irap al mondo produttivo e delle professioni.

Ovviamente, quanto indicato e' solo un contributo su cui aprire rapidamente una discussione per capire se vi e' un minimo denominatore comune sulle cose da fare, e poi si potrà decidere quale potrà essere il governo più autorevole per attuare il programma di fine legislatura, che a quel punto, e solo a quel punto, potrebbe anche occuparsi, come corollario, della eventuale nuova legge elettorale.

 

L'unica certezza in questo momento e' che va assolutamente stigmatizzato l'atteggiamento di difesa ad oltranza del premier e del suo entourage: insomma, non e' con le grida contro i presunti "traditori" o con le esortazioni del tipo "boia chi molla" che si danno risposte alla crisi e che si recupera nella credibilità internazionale.

 

 

 

 

24 Ottobre 2011

 

Governo: Gava, basta barzellette premier prenda atto dell'empasse

"Per uscire dall'empasse sono necessarie ricette dai sapori forti che diano spazio a misure dure e difficili: è forse il momento per il Premier di rendersi conto, dopo l'ennesimo rifiuto di Bossi, che questo governo non e' più in grado di portare avanti un programma realistico, attuabile ed efficace. Basta barzellette".

 

 

 

 

 

A dirlo Fabio Gava, parlamentare del Pdl.

"Da troppo tempo - dice Gava- parliamo di stallo e un parlamento prigioniero di se stesso non va bene. Da una parte c'è una visione del Premier che si ostina a voler mantenere in vita un rapporto con Bossi sempre più asfittico; e l'ultimo scontro-propaganda sulle pensioni ne è la dimostrazione.

 

Dall'altra le Lega che si sta confrontando internamente con la fine della favola: gli elettori padani si sono accorti che 15 anni di millantata secessione si risolveranno con un nulla di fatto, a meno che veneti e lombardi non decidano di ricominciare da capo nel loro cammino verso una migliore gestione delle tasse.

 

E poi c'è l'opposizione che dal canto suo lavora con la tenacia di un disco rotto: ad ogni passo la stessa frase, ormai trita e ritrita, 'dimissioni'".

 

 

 

 

VI RIPORTO LA MIA INTERVISTA ALLA TRIBUNA DI DOMENICA 9 OTTOBRE 2011


VI RIPORTO LA MIA INTERVISTA A
PANORAMA.IT

 

 

 

8 Ottobre 2011

Gava: "sono un dissidente,ma non chiamatemi traditore"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vittorio Feltri suggerisce di non sottovalutarli. Loro giurano di non voler fare i “ribaltonisti” ma intanto, cena dopo cena, sarebbero pronti a dare il ben servito a Silvio Berlusconi. Una cinquantina di parlamentari della maggioranza, guidati da Claudio Scajola e Beppe Pisanu, avrebbero già messo la loro firma, nero su bianco, su un documento anti-premier. Tra loro anche il deputato Fabio Gava che a Panorama.it dice: “Io non ho ancora firmato niente ma sarebbe meglio che Berlusconi annunci il suo ritiro nel 2013”.

Onorevole Gava, vi chiamano i “congiurati”, i “pugnalatori”. Lei come si definirebbe?

Non mi sento né un pugnalatore né un traditore. Basta guardare la mia storia personale, valutare le mie presenze, le mie posizioni in giunta, sono stato il relatore nella vicenda Milanese portando a casa un risultato credo interessante per la maggioranza, quindi non mi sento un pugnalatore ma solo una persona che era venuta a Roma dopo 15 anni di attività amministrativa ad alto livello come assessore regionale in Veneto sapendo di rinunciare a un po’ di potere in cambio però della politica.

E invece?

Invece non c’è stato né il potere né la politica.

Alla cena “degli scontenti” di mercoledì scorso con Pisanu e Scajola in un ristorante romano c’era pure lei. Piatto forte della serata: come far fuori Berlusconi.

Alla cena io c’ero e visto che i giornali hanno diviso i convitati in falchi e moderati le dico subito che io mi colloco tra i moderati. Sul far fuori Berlusconi le assicuro che nessuno ha presentato la questione in questi termini, nemmeno i falchi.

E in che termini allora?

Le rispondo con una domanda: lei pensa che le due opzioni che abbiamo di fronte ossia quella di arrivare forse al 2013 galleggiando oppure quella ancora più autolesionistica di andare ad elezioni anticipate per poterci andare con questa legge elettorale nel 2012, siano due opzioni che possano interessare l’Italia e il centrodestra italiano?

La terza via sul documento che avete firmato cosa indica?

No, no, io non ho firmato ancora alcun documento. Il documento l’ho solo intravisto sotto forma di bozza. Noi riteniamo che la soluzione più coerente sia quella di rinnovare questo esecutivo, cosa che potrebbe tranquillamente gestire Berlusconi in prima persona. Se ciò non fosse possibile, allora pensiamo che chiunque abbia delle idee possa provare a metterle in campo.

Chiunque chi? Pd, Di Pietro?

Sì, anche se la trovo la strada meno percorribile, almeno fino a quando l’unico collante di un’ipotesi del genere è quello di cambiare l’attuale governo. Perché questa sì che sarebbe una congiura di palazzo.

Berlusconi fa ancora in tempo a “salvarsi”?

Sì se decide di fare un decreto sviluppo serio e un altro paio di riforme e annuncia di non volersi candidare nel 2013.

E se il decreto sviluppo non vi piacesse, su quello potreste decidere di togliergli la fiducia?

È prematuro per dirlo. Vediamo nelle prossime due settimane come si evolverà la situazione.

Crede ci siano ancora margini di trattativa?

Io sono ancora convinto che si possa avere uno spazio di ragionamento. E questo perché, benché siano mesi che sento decine di parlamentari mugugnare nei corridoi di Montecitorio, alla buvette, nel cortile, al ristorante, durante la pausa sigaretta, nessuno si è ancora mai azzardato a fare un passo.

E ha capito perché?

Certo, perché con questa legge elettorale non hanno il coraggio di esprimere i loro mugugni anche pubblicamente. Perché non sanno come saranno posizionati in lista se si va a votare con questa legge elettorale. Lei crede che uno sia libera di dire quello che pensa verso chi poi ha in mano il suo futuro politico?

Il malessere all’interno del centrodestra nei confronti del premier è legato di più alla gestione della crisi economica o a quella delle sue vicende personali?

Il problema è che ormai, al di là della riconoscenza nei suoi confronti, in molti non credono più che Berlusconi, vuoi per le intercettazioni, vuoi per qualche battuta di troppo, sia in grado di venir fuori da una situazione che sta danneggiando un’area politica che finora è sempre stata maggioritaria nel Paese.

 

intervista di claudia da conto

 

 

 

 

VI RIPORTO LA MIA INTERVISTA USCITA SU REPUBBLICA ONLINE

 

 

15 Settembre 2011

"Sì ci vuole un Bruto per il bene dell'Italia"

 

Bisognerebbe quindi trovare un Bruto nel Pdl.
"Bruto è un personaggio da rivalutare, un cattivone che ha però una strategia, una visione".

E il cinismo che serve. La forza che serve.
"Anche su Giuda è necessario qualche approfondimento".

Parla Fabio Gava. Deputato berlusconiano con qualche difetto di fabbricazione. Trevigiano, già liberale, ex potente assessore regionale alla Sanità. Avvocato. E' stato relatore nella giunta delle autorizzazioni che ha chiesto di negare l'arresto per Milanese. "Una croce questo incarico. Mi creda. E l'ho condotto con uno spirito molto neutrale".

Meno male che era neutrale
"Beh, non avevo molta agibilità, sia comprensivo".

Già che ci siamo: lei conosce il mondo della sanità.
"Faccia la domanda e togliamoci il dente".

Da lei niente Tarantini, protesi, assegni circolari?
"Niente di niente".

Bello così.
"Tocchiamo ferro e parliamo di politica adesso. Passiamo oltre".

Siamo già oltre.
"Ho lasciato il potere e sono venuto a Roma".

I Gava sono conosciuti a Roma.
"Non mi scambi come un parente di quell'altro".

Aveva radici a Vittorio Veneto quell'altro, anche se gestiva la piazza di Napoli.

"Io sono  di Conegliano, anche se a volte mi indirizzavano lettere chiamandomi Antonio, Illustrissimo On. le Antonio Gava".

Il boss della Dc partenopea.
"Io liberale di sinistra. Se lo ricorda l'onorevole Altissimo?".

Certo che sì. Come sta?
"Benone. Tale e quale a com'era vent'anni fa".

Stiamo divagando, torniamo al potere.
"Lascio il potere dell'assessorato per la politica pura. Il Veneto per Roma. Pensavo di venire...".

Lei pensa un po' troppo.
"Che delusione".

Perciò mugugna.
"Resto nel partito, non sono il tipo di fare giochetti, uscire e poi rientrare".

 

Ha perso il potere, non fa politica e tra un po' anche la poltrona sarà a rischio.
"Alfano mi ha ridato passione, ma vedo che è conservativo, non ha la forza per ribaltare tutto".

Alfano non ha il fisico per fare Bruto.
"Lo penso anch'io. Scajola invece sì. Sarebbe stato un bel Bruto. Dava l'idea... però ora è un po' azzoppato".

Alfano non ama i coltelli.
"Si dice di non volere il teatrino, ma noi stessi stiamo ormai mandando in scena un favoloso spettacolo quotidiano. Un teatrone".

Tu quoque Gava.
"Con Casini c'è bisogno di una interlocuzione seria".

Questa è intelligenza col nemico.
"Dobbiamo cambiare passo, voler bene all'Italia e immaginare una stagione nuova".

Per Berlusconi neanche un pensiero?
"Ha fatto tutto quel che poteva".

Festini e ricatti compresi.
"Da quel punto di vista provo un po' di pena".

Berlusconi non lascia.
"Ha un grande carattere".

Figurarsi se a Casini spalanca le porte del governo.
"E invece io dico che ci sono cinquanta probabilità su cento che un esecutivo di responsabilità nazionale...".

Bruto!
"Ma è per il bene dell'Italia!".

 

intervista di Antonello Caporale

 

 

 

 

8 Settembre 2011

 

Capisco che il neo segretario Alfano, che stimo moltissimo, non voglia svolgere il ruolo di "Bruto" ( tu quoque Bruto?! ) ma penso sbagli nel continuare a ripetere slogan nei quali probabilmente nemmeno lui crede, come fossero dei mantra irrinunciabili, perché temo che questo finisca con indebolire lui e possa minare la credibilità del suo progetto di rilancio del Pdl.

Comprendo la necessita' di puntellare il governo affermando ad esempio che l'unica via d'uscita, in caso di crisi, sarebbero le elezioni anticipate, ma personalmente penso che cio' non corrisponderebbe agli interessi generali del nostro paese in questo particolare momento storico.

 

La campagna elettorale avrebbe infatti gravi ripercussioni sulla situazione finanziaria italiana, ma soprattutto sono convinto che mai come in questo momento sarebbe invece necessario uno sforzo comune per agevolare il cambiamento e fare veramente quelle riforme di cui il paese ha bisogno e che nessuno degli schieramenti attualmente in campo avrebbe la forza di fare da solo.

 

Ritengo infatti sarebbe veramente apprezzabile se la politica valutasse di più gli interessi generali e meno quelli di schieramento. E' chiedere troppo?! Forse, ma proviamo ad essere un po' innovativi, a cominciare dai nostri comportamenti, e tutto potrebbe essere più trasparente, più comprensibile e un po' più facile.

 

Dai Angelino, facci sognare!! 

 

Fabio Gava

 

 

 

 

 

News letter - 17 Luglio 2011

 

Cari amici,  

"Non basta ridurre i costi della politica, e' necessario ridurre l'organizzazione dello Stato".Da qualche tempo il tema della riduzione dei costi della politica e' all'ordine del giorno dell'agenda politica e sociale del nostro Paese.

 

Sicuramente qualche intervento in questa direzione va fatto, ed e' stato infatti  introdotto anche nell'ultima manovra finanziaria pluriennale di stabilita', ma evidentemente non può bastare. Forse potrà accontentare sul piano psicologico l'opinione pubblica, ma sicuramente non e' sufficiente a portare il costo complessivo della Repubblica  ad un livello coerente con quello di uno stato moderno, efficiente e soprattutto adeguato alle risorse di cui si può disporre.

 

Per ottenere questo risultato e' necessario ripensare e riorganizzare lo Stato fin dalle sue fondamenta. E' evidente infatti che la nostra governance e' troppo lunga e ridondante: uno Stato moderno deve essere prima di tutto efficiente, dare risposte in tempi rapidi, e l'efficienza sicuramente favorisce  anche  la riduzione dei costi.
A me piacerebbe che il Pdl veneto si facesse interprete di una iniziativa forte che vada concretamente in questa direzione, senza indulgere su posizioni populistiche , ma ritrovando un grande feeling riformatore con il proprio popolo.

Ovviamente ho qualche idea al riguardo che offro al dibattito e che mi auguro possa presto tradursi in proposte concrete.
Partendo dal basso, occorre stabilire che i comuni non possono essere inferiori, come ha fatto recentemente la Germania, ad almeno 25.000 abitanti, le province a 500.000 abitanti, le regioni ad 1.500.000 abitanti.

 

Si lascia un tempo congruo per attuare le fusioni, dopo di che si procede per decreto. Possono essere fatte salve le regioni e le province a statuto speciale purché i costi  di quest'ultime siano parametrati alle regioni e province a statuto ordinario. I consigli provinciali sono enti di secondo grado, hanno competenze di bacino e i consiglieri sono eletti tra i sindaci o loro delegati dei comuni facenti parte della provincia. I comuni con più di 500.000 abitanti sono considerati metropolitani ed assorbono anche le
funzioni delle provincie.
Le comunità montane, per bacini omogenei, assorbono le funzioni comunali e provinciali. Il numero dei consiglieri deve essere parametrato al numero di abitanti e comunque ricompreso in una forbice  tra 10 e 20 per i comuni e le comunità montane, tra 21 e 30 per  le province e le città metropolitane, tra 31 e 50 per le regioni. I membri delle giunte sono il 20% del numero dei consiglieri e sono tutti esterni. Le indennità sono proporzionali al numero degli amministrati e sono aggiornate ogni 5 anni con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

I parlamentari devono essere ridotti, in un arco di tempo massimo di due legislature,  del 50% rispetto al numero attuale e i membri del governo debbono essere tutti esterni. Il senato, per meta' eletto direttamente e per meta' dai consigli regionali, legifera sulle materie di competenza concorrente e delibera su finanziamenti da attribuire ai territori. Il bicameralismo permane solo per alcune competenze, tipo elezione del Presidente della Repubblica , dei Giudici Costituzionali, l'approvazione
delle leggi finanziarie annuali e pluriennali.
Vanno aboliti gli enti come il CNEL , le Camere di commercio si trasformano in enti diritto privato.

 

E' troppo?! Non credo, anzi penso che queste idee non siano nemmeno esaustive di quanto si possa concretamente fare per ridurre i costi dello Stato e renderlo più adeguato alle esigenze attuali. Non potendo certo sviluppare in questa sede una specie di trattato di diritto costituzionale, sono stato per forza di cose sintetico e forse superficiale, ma abbiamo le competenze interne ed esterne al partito per articolare una proposta compiuta.

Ciò che e' fondamentale e' recuperare la spinta riformatrice ed appellarsi a tutti coloro che condividono, anche in modo bipartisan , la necessita' di cambiamento e di innovazione del nostro assetto istituzionale. Io sono ovviamente disponibile, anche sul piano personale, ad impegnarmi e a lavorare in questa direzione,e spero che anche altri raccolgano questa
sfida.

Fabio Gava

 

 

 

 

Cari amici,

qui di seguito il video durante il question time del 29 Giugno 2011 della mia Interrogazione a risposta immediata sui giocattoli contraffatti.

Buona visione e lettura.

Fabio Gava 

 

 

 

 

18 Maggio 2011

Cari amici, 

desidero ringraziarvi per l'impegno profuso durante la campagna elettorale che ha consentito un importante recupero elettorale rispetto all'esito delle regionali dello scorso anno.
Se questo e' avvenuto in un momento generale politicamente non favorevole e dopo la spaccatura determinata da Fli ( per altro non particolarmente rilevante in provincia di Treviso) lo si deve soprattutto alla qualità e al lavoro effettuato sul territorio dai candidati.

Fabio Gava

 

 

News letter - Aprile 2011

 

Cari amici,

come voi sapete il 15 e il 16 Maggio si vota per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Treviso e di sette Amministrazioni Comunali: Montebelluna, Villorba, Oderzo, Cordignano, Monfumo, Volpago del Montello e Portobuffolè.

Per le elezioni del Consiglio Provinciale troverete a rappresentarci il simbolo del Popolo della Libertà e della lista civica Forza Veneto per l'Italia.

A tutti noi è richiesto un grande sforzo nelle prossime settimane, l'incubo dell'astensione è molto alto, dobbiano portare la gente a votare i nostri validissmi candidati.

Nella lista del Popolo della Libertà troverete amministratori Comunali, Assessori e Consiglieri Provinciali che in questi anni hanno lavorato molto bene per il territorio e sempre a servizio del cittadino, nella lista Forza Veneto per L'italia invece abbiamo candidato giovani e cittadini della società civile che hanno deciso di mettersi in gioco e di portare nuove idee.

Una squadra della quale vado molto fiero e orgoglioso.

Vi ringrazio per quello che farete nelle prossime settimane per il nostro partito e per i nostri candidati, con l'occasione porgo a tutti voi e alle vostre famiglie i miei Auguri di Buona Pasqua.

Fabio Gava

 

 

 

 

Pmi: Gava, Statuto Imprese importante per futuro di piccole e micro - problema anche successione, sopratutto per zone come Veneto



Roma, 15 mar. 2011

"Ciò che fa bene alla Pmi fa bene all'Italia. Una Italia che ha costruito il suo sviluppo e dovrà a continuare a costruirlo sull'attività di imprese soprattutto le piccole e le micro
che sono, vale la pena ricordarlo, l'80 percento di quelle del nostro Paese".
Cosi Fabio Gava, parlamentare del Pdl, in merito al voto favorevole da parte della Camera, votato all'unanimità, sulla proposta di legge sullo Statuto delle Imprese.
"Con questa proposta di legge - dice Gava - si riconosce un principio forse ovvio ma non sempre declinato nelle varie disposizioni che regolano direttamente o indirettamente attività di impresa, e nelle decisioni politiche amministrative, e cioè che l'impresa è un fattore fondamentale per lo sviluppo socio economico di una comunità". Per Gava non vanno inoltre dimenticati i principi fondamentali che regolano il mondo delle imprese "libertà di iniziativa economica, libertà di concorrenza, sussidiarietà orizzontale quale principio in cui devono essere improntate le politiche pubbliche, la semplificazione burocratica anche per l'avvio dell'impresa". Per non parlare poi della "successione d'impresa che tanti problemi ha creato anche nell'ambito del mio territorio: il Veneto".

 

 

 

 

Quote rosa: Gava (Pdl), bene conferma donne nei cda ora avanti senza intoppi

 

Roma, 9 marzo 2011

"Si è parlato molto in questi ultimi giorni di donne e del loro ruolo nella società: sono molto compiaciuto che finalmente il senato ha confermato, seppur con qualche modifica, la legge sulle quote rosa nei Cda. A questo punto mi auguro che da qui l'iter approvativo della legge proceda rapidamente, senza ulteriori intoppi".

Cosi Fabio Gava, parlamentare Veneto del Pdl sul progetto di legge che prevede l'introduzione delle quote rosa nei Cda della società' quotate che  oggi ha visto l'ok da parte della Commissione Finanza al Senato.

Questo provvedimento, sottolinea Gava, tenderebbe a favorire "la crescita e la presenza di molte professioniste che sicuramente avrebbero le qualità e la caratteristiche per accedere a tali funzioni di governance". "Il progetto di legge sull'introduzione delle cosiddette quote rosa nei Cda delle società quotate - spiega Gava - favorirà una maggiore presenza femminile in un settore importante della nostra economia; tale progetto di legge cerca di far coincidere l'esigenza di fiducia e di libertà nella scelta degli amministratori con l'esigenza di valorizzare la qualità professionale di molte donne.

Non si tratterà di un obbligo a tempo indeterminato ma circoscritto allo spazio temporale di 3 mandati consecutivi ed è evidente che, qualora fosse accolta, promuoverà un approccio maggiormente graduale nel tempo al ruolo".

 

 

 

 

Energia: Gava e Abrignani (Pdl) esprimono soddisfazione su decreto rinnovabili approvato in Cdm anche se rimangono alcune preoccupazioni

Roma, 3 marzo

In riferimento al decreto sulle energie rinnovabili approvato oggi in Consiglio dei Ministri l'on.le Fabio Gava (Pdl) e l'on.le Ignazio Abrignani (Pdl) esprimono "soddisfazione per l'approvazione di tale decreto che tuttavia crea una certa preoccupazione per il termine del 31 maggio entro cui gli impianti ad energie rinnovabili, come ad esempio i fotovoltaici, già autorizzati e in corso di attuazione dovrebbero essere allacciati alla rete per usufruire degli incentivi di cui al decreto attualmente in vigore è evidente che pochi impianti riusciranno a rispettare detto termine e che non è chiaro che cosa avverrà per tutti gli impianti già autorizzati e per i quali sono già stati effettuati investimenti spesso milionari: saranno ripresi nel prossimo decreto? E in che termini?".

"Crediamo - chiudono i due parlamentari - che una delle condizioni fondamentali per agevolare e favorire investimenti nel nostro Paese sia il

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